I Percorsi della Memoria sono una manifestazione ideata dall’Associazione “Vajont, il futuro della Memoria” per promuovere la Memoria del disastro del 9 ottobre 1963.
È nota anche come Pedonata del Vajont: si tratta di una camminata che si snoda attraverso tratti di strade interrotti o distrutti nel disastro del Vajont, che storicamente fungevano da arterie di collegamento tra la valle del Piave, quella del Vajont e la Valcellina, e i sentieri, quali antiche vie di comunicazione a piedi per le genti di Casso, Erto, Castellavazzo e Longarone.
La manifestazione, che ogni anno si svolge a fine settembre e che richiama migliaia di persone da tutta Italia, è quindi un suggestivo passo indietro nel tempo, che permetterà ai partecipanti di attraversare i luoghi, e visitare manufatti, solitamente inaccessibili al pubblico, che hanno caratterizzato una delle pagine più drammatiche della nostra storia.
Per l’edizione 2025, a causa di interventi di manutenzione straordinaria sulla Via del Colomber, che collega in sinistra orografica il borgo di Dogna con il ponte tubo di fronte alla diga sulla forra del Vajont, l’organizzazione ha dovuto modificare il tracciato dei Percorsi.
Per garantire comunque il passaggio sul Ponte tubo il percorso si inoltra nella gola del Vajont seguendo un’antica via che risale la sponda in destra orografica, fino a raggiungere la dismessa cava di marna in località Pascoli.
Da qui il percorso si inoltra nella gola del Vajont, sempre in destra orografica, lungo le gallerie di servizio dell’ENEL, che si affacciano sulla forra sempre più profonda e stretta attraverso aperture nella roccia, fino a raggiungere il ponte tubo.
Purtroppo, rispetto alle passate edizioni, QUESTO TRATTO NON È ACCESSIBILE A PASSEGGINI E CARROZZINE. Inoltre, per garantire l’ordine e la fruibilità dei percorsi, siamo costretti ad abbassare il numero massimo di partecipanti a 4500.
Le finalità de “I Percorsi della Memoria” sono molteplici, a cominciare dalla già citata volontà di dare vita ad un evento di ampio respiro, per permettere a migliaia di persone di visitare i luoghi simbolo del disastro, conoscerne la storia, e provare le intense emozioni che quei paesaggi sanno suscitare.
La drammatica vicenda del Vajont può, infatti, diventare il paradigma italiano di quanto accade quando l’interesse senza scrupoli viene perseguito ad ogni costo, anche a discapito della salvaguardia del territorio e, soprattutto, della sicurezza e della salute dei cittadini.
Per questo motivo “I Percorsi della Memoria” offrono l’occasione di riflettere sul valore di una partecipazione attiva alle dinamiche sociali, sia politiche che comunitarie: siamo convinti infatti che la memoria deve aiutare ognuno a comprendere meglio il presente. E le migliaia di persone che ogni anno vengono a Longarone per partecipare alla manifestazione sono la testimonianza che questa consapevolezza è viva, e chiede nutrimento costante.
A tutto questo si legano i valori dello sport, come mezzo per sperimentare uno stile di vita sano, a contatto con la natura, e attento all’ambiente e al territorio. Valori positivi, in aperta antitesi con quelli che hanno causato il disastro. In altre parole, se lo sfruttamento sconsiderato e l’interesse senza scrupoli hanno devastato questi paesaggi e causato quasi 2000 morti in una notte, attraverso lo sport “I Percorsi della Memoria” richiamano ogni anno migliaia di persone sugli stessi luoghi, che diventano così occasione di incontro, attenzione e riflessione.
Infine, la manifestazione è anche uno strumento per esprimere la solidarietà delle genti del Vajont a sostegno di enti ed associazioni benefiche. Le comunità superstiti, all’indomani del 9 ottobre 1963, hanno avuto la forza di riprendersi anche grazie all’opera di centinaia di soccorritori, e agli enormi e commoventi gesti di solidarietà e partecipazione umana provenienti da tutta Italia e dall’estero; gesti che non sono mai stati dimenticati. Ecco perché, ogni anno, il ricavato de “I Percorsi della Memoria” viene devoluto ad un fondo di solidarietà, destinato ad associazioni benefiche del territorio.